Serve sempre un PDP (piano didattico personalizzato)?

No, se gli insegnanti sono in grado di sostenere l’apprendimento dell’allievo fin da subito i bambini/ragazzini gifted non necessitano di PDP: non è un deficit, è una diversità cognitiva, infatti non vi è diagnosi ma viene fatta solo una valutazione, per capire il funzionamento del singolo e i suoi punti di forza e di debolezza.

E’ importante che i genitori facciano la valutazione al figlio, proprio perché ogni gifted è assolutamente unico e il suo funzionamento dovrebbe essere conosciuto, rispettato e sostenuto fin da subito; inoltre va sottolineato che molti ragazzini gifted hanno profili cognitivi senza discrepanze e perciò a scuola non presentano problemi, vanno però previste delle misure di sostegno anche per loro per evitare che considerino la scuola “un luogo inutile” (arricchimento, accelerazione…).

Il PDP è consigliato vivamente quando vi è un grave sotto rendimento che compromette il successo scolastico e la vita stessa del bambino/ragazzo, o in presenza di doppie o triple eccezionalità, e cioè quando il ragazzino risulta plusdotato ma anche DSA, o ADHD, o autistico.

Ricordiamo che l’autismo è una neurodiversità molto varia, e ogni soggetto ha un profilo assolutamente personale come qualsiasi altra persona, perciò, pur avendo caratteristiche definite che ne fanno nascere una diagnosi, non si può assolutamente incasellare le persone autistiche dentro un'unica definizione.

I profili di alto potenziale cognitivo possono portare a non far emergere la comorbilità con lo spettro autistico, in quanto certe caratteristiche possono essere comuni sia alle persone gifted sia a quelle autistiche. E’ difficile talvolta anche definire un eventuale DSA (dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia) in quanto la plusdotazione può compensare e nascondere le difficoltà.

Solo una valutazione fatta da uno psicologo esperto in plusdotazione cognitiva, affiancato possibilmente da un neuropsichiatra, può essere in grado di vedere la doppia eccezionalità senza rischiare che una difficoltà non venga vista o, per contro, che venga vista una difficoltà quando invece non vi è, le famose misdiagnosi.

Tanto per essere più chiari: le misdiagnosi, o diagnosi errate, sono possibili in quanto spesso, come si diceva prima, uno specialista poco esperto di plusdotazione, potrebbe confondere ad esempio una iperattività data dal disagio a scuola come ADHD, o potrebbe sfuggirgli un DSA, o valutare come disturbo d’ ansia, un’ansia invece causata dal non sentirsi riconosciuti dal mondo degli adulti e dei pari, per quello che si è a livello cognitivo, di pensiero e di sentimenti, che spesso sono vissuti in modo molto “prepotente” dalle persone con alto potenziale cognitivo.

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